DEDICA

IL BLOG E' DEDICATO A FRANCESCO PENTASUGLIA, MAESTRO NELL'ARTE DELLA CARTAPESTA, NEL CENTENARIO DELLA SUA NASCITA. This blog is dedicated to Francesco Pentasuglia, on the occasion of the centenary of his birth.
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lunedì, maggio 21, 2007

martedì, aprile 24, 2007

Piccoli fan del carro e della festa della Bruna crescono..

Durante le nostre visite al carro spesso abbiamo incontrato un giovanissimo fan che ogni settimana non manca di recarsi con la sua mamma presso il laboratorio per vedere come procedono i lavori...

Parleremo ancora di questo bambino che, grazie a Michele Pentasuglia ha la possibilità di alimentare e soddisfare la sua curiosità sul lavoro della cartapesta e del carro.
Dovete sapere infatti che a tutti è possibile accedere nel laboratorio, non vi sono segreti per Michelangelo e per i due giovani artisti che collaborano con lui.
Anzi Michele afferma che per lui è sempre una grande gioia quando i piccoli, accompagnati dai genitori o dalle insegnati, visitano il laboratorio. "Solo se imparano ad amare le nostre tradizioni e la nostra festa sin da piccoli potranno portarle avanti anche in futuro...e magari tra questi giovani fan vi sarà la persona che in futuro costruirà il carro trionfale della Bruna!".

lunedì, aprile 16, 2007

Elena Mirimao e la sua passione per la cartapesta.

Una chiacchierata con Elena.

Genius Loci ha incontrato Elena Miriamo che collabora con Michelangelo nella costruzione del carro.
Elena ha terminato il Liceo artistico nel 2003. Già a scuola, con l’insegnante Palumbo aveva appreso le tecniche della cartapesta e lì è cominciata la sua passione per quest’arte.
Geniu Loci: Le tecniche apprese a scuole sono simili a quelle che metti in atto nella costruzione del carro?
Elena: Si, ma è molto diverso l’apprendere a scuola dal mettere in pratica in bottega ciò che si è imparato. L’esperienza del lavorare alla costruzione del carro va oltre quella dell’apprendimento scolastico.

Nel 2005 Elena chiede a Michelangelo Pentasuglia di poter collaborare nella costruzione del carro.
Elena: “Conosco Uccio da tempo, e sapevo che lui collaborava nella realizzazione del carro, mi sono fatta coraggio ed ho chiesto di poter dare una mano anche io. Michelangelo mi ha dato subito fiducia, ha apprezzato le mie qualità artistiche ed io ho potuto far diventare realtà un sogno che avevo nel cassetto, quello di lavorare alla costruzione del carro. Quest’anno sono di nuovo qui perché è Michelangelo ad aver vinto il bando per la costruzione del carro.
Genius Loci: . Quali sono le cose che sei in grado di poter fare in laboratorio:
Elena:. Ho imparato a lavorare la cartapesta molto meglio di come sapevo fare prima, e più passano i giorni e più imparo anche perché Michelangelo mi fa fare sempre cose nuove e questo mi permette di apprendere sempre più.

G.L.: Pensi che in futuro protesti essere tu a fare un carro o anche investire del tempo per poter apprendere tutte quelle ulteriori competenze che servono per realizzare un carro?
E: Io ci metto tutta la buona volontà per imparare; io mi sono messa a disposizione nella realizzazione del carro proprio per poter imparare e Michelangelo è un ottimo insegnante.

G.L: E’ una grande sfida: come lui dice le abilità da apprendere sono tante!
E.: E’ vero! Non si tratta solo di saper lavorare la cartapesta, bisogna conoscere l’anatomia umana, l’architettura…

G.L.: …e ci sono delle competenze che tu hai già, per i tuoi studi..
E.: Si, io parto con un certo vantaggio perché ho studiato le materie che vengono richieste per fare questo lavoro.

G.L.: . non hai pensato di continuare gli studi dopo le scuole superiori?
E.: Si ho riflettuto su questa cosa ma ho deciso di non continuare: sono molto legata alla famiglia e alla mia terra, ho preferito rimanere a Matera. Ora mi dico che sono stata fortunata a prendere questa decisione perché almeno così ho potuto seguire la strada che più mi rende felice.
Ho fatto tanti lavori prima di questo, anche in campi diversi dai miei studi, ma ora sono davvero felice di lavorare a fianco di Michelangelo.

G.L.: Ed una volta che il carro si rompe….cosa farai?
E.: Due anni fa ho pianto quando lo hanno rotto… ma penso a quello che ci dice Michelangelo…che non bisogna piangere quando il carro viene distrutto. Io penso una cosa: fino a quando lavoriamo nel capannone, il carro è nostro… è una cosa che nasce da noi… e noi la vediamo crescere ogni giorno. Chi è fuori e vede il carro ultimato non comprende tutto il lavoro che noi abbiamo fatto! Nel momento in cui si aprono le porte del laboratorio ed il carro viene benedetto non è più nostro ma appartiene agli altri, alla città. E questa è una cosa meravigliosa, perché noi lavoriamo per gli altri… e cosa c’è di più bello?

G.L.: E dal punto di vista lavorativo? Cosa avviene dopo la rottura del carro?
E.: Spero di continuare a lavorare con la cartapesta ed aiutare Michelangelo nelle sue creazioni perché, comunque, lui produce diverse cose oltre al carro. Io credo che anche in questo campo se si vuole lavorare basta tanta volontà ed impegno ed il lavoro c’è…se invece non si ha volontà…non si lavora.

G.L.: E sareste tra i pochi a fare cartapesta qui a Matera!
E.: Si, è vero. L’importante è crederci ed impegnarsi. Ci sono parecchi giovani che vogliono imparare questo mestiere….ma non ci viene data la possibilità da chi ci governa…

G.L.: Non credi che a Matera non facciamo altro che lamentarci e che invece è necessario rimboccarsi le maniche ed investire su se stessi…
E.: è vero! Corsi di formazione per l’apprendimento della cartapesta se ne sono fatti tanti. Ma si è anche parlato di una scuola di cartapesta… che non è mai nata! Io comunque ho desiderio di continuare in questo campo.

Grazie Elena e complimenti per il tuo lavoro ed il tuo coraggio!

sabato, aprile 07, 2007

Uccio Santochirico

Uccio Santochirico ha 18 anni. Ci stupisce la sua giovane età ed il suo impegno nel collaborare alla costruzione del carro. Frequenta il quarto anno dell ‘Aereonautica, presso l’Istituto Olivetti di Matera.
Ci racconta come è nata la sua passione per il carro:
“Già da molto piccolo seguivo ogni evento della Festa della Bruna con molta attenzione e curiosità.
Nel periodo della festa mio nonno mi portava con sé per seguire tutti i momenti della celebrazione. Inoltre, nel rione nel quale vivo, Città 2000, vi era l’usanza tra noi bambini di ricreare la festa della Bruna in piccolo: costruivamo un mini-carro e vivevamo la festa a modo nostro, divertendoci molto.
Abbiamo ripetuto questo appuntamento nel rione per 4 anni.
Alcuni anni fa, durante l’anno scolastico 2004 - ’05, l’Istituto che frequento ci ha dato l’opportunità di frequentare un corso dal maestro (M. Pentasuglia).
Gli studenti che volevano, potevano frequentare il corso ed apprendere l’arte della cartapesta con il maestro. Nel 2005 il carro è stato costruito da Pentasuglia ed io ho chiesto al maestro se potevo aiutarlo nella costruzione.
Pian piano ho appreso diverse tecniche ed ancora continuo ad imparare.”


Gli chiediamo come mai vi è solo lui del gruppo di studenti che ha frequentato il corso organizzato dal suo istituto scolastico. Lui ci dice che è necessaria tanta costanza ed impegno che non tutti i giovani oggi hanno.

martedì, marzo 27, 2007

Elena al lavoro

Ecco una bellissima foto di Elena mentre aggiunge le decorazioni realizzate in precedenza con la tecnica che ci ha illustrato.

domenica, marzo 25, 2007

I Pentasuglia, famiglia di cartapestai: Michelangelo Pentasuglia

Michelangelo Pentasuglia, nel 1947 con il padre Francesco e lo zio Raffaele.

I Pentasuglia, famiglia di cartapestai: Michelangelo Pentasuglia

I fratelli Francesco e Raffaele Pentasuglia - 1947

...continua la nostra intervista fatta a Michelangelo Pentasuglia:

Io sono nato il 18 marzo del 1934 e quando mio padre ha fatto il suo primo carro io ero appena nato. In quei mesi del ’34, quando mio padre incontrava gente diceva a tutti: “Questo bambino mi aiuterà a fare il carro!” Ed è stato proprio così!
Nel 1937 mio padre ha realizzato un secondo carro e poi ancora un altro nel 1947.
Nel '47 io avevo 13 anni e siccome ero “allergico” allo studio, quando seppi che mio padre aveva vinto il concorso per la realizzazione del carro non volevo più andare a scuola per aiutare mio padre nel suo laboratorio.
Marinavo spesso la scuola ed avevo già perso un anno di scuola l’anno precedente, nel 1946 quando, con la presenza delle truppe di occupazione nella nostra città e nei nostri istituti scolastici, era facile non raggiungere la quota dei giorni di presenza che ti permettevano di superare l’anno. Il mio maestro, Don Gaetano Serravezza, nel ‘47 chiamò mio padre e gli disse: “ma tuo figlio che fine ha fatto? Perché non viene a scuola?”
Mio padre allora infuriato venne a cercarmi nel parco del Castello, ritrovo dei filonisti, mi prese per orecchi e mi portò a casa. Io però superai gli esami della 5 classe elementare. E finalmente potei mettere mano sul primo carro, con mio padre.
Io lavoravo al carro con mio padre, ma non mi era permesso di fare tutto quello che lui faceva, per cui decisi di costruire un carro in miniatura, per conto mio. Una volta terminato il mio piccolo carro decisi di portarlo casa. Un italo-americano che era a Matera in visita ai suoi parenti mi vide passare con il carro che avevo realizzato. Lui era seduto ai tavolini esterni di una bottega e lo volle comprare. Mi diede 500 lire.
Questo in miniatura è stato il primo carro che ho realizzato e venduto! Da allora non ho mai smesso. Con mio padre ho fatto circa 30 carri ma da alcuni anni sono solo nel realizzarmi perché mio padre è scomparso nel 2005.

sabato, marzo 24, 2007

I Pentasuglia, famiglia di cartapestai: Francesco Pentasuglia

I fratelli Francesco e Raffaele Pentasuglia nel 1934

Mio padre nel 1923 era ragazzino e apprendeva le tecniche lavorando con lo zio Raffaele. All’età di 26 anni nel 1934, mio padre, Francesco Pentasuglia avendo ormai visto suo zio costruire il carro più volte, ha fatto il suo primo carro presentando il bozzetto e vincendo il concorso per la realizzazione dell’opera. Il tema di quell’anno era “L’Annunciazione”. Quello è stato il primo lavoro di una lunga serie.
Si sono create quindi due botteghe: una del mio prozio Raffaele e l’altra di mio padre Francesco e fino al 1940 si sono alternati nella costruzione del carro.
Nel giugno del 1940 con l’arrivo della guerra la costruzione del carro affidata a mio padre è rimasta incompiuta. Nel 1945, lo stesso carro è stato terminato e portato in processione.
parecchi dei carri realizzati da mio padre sono stati creati in collaborazione con suo fratello Angelo Raffaele Pentasuglia.


At that time, in 1923, my father was little boy and learned the techniques working with his uncle Raffaele. At the age of 26, in 1934, my father, Francesco Pentasuglia made his first cart wagon introducing the sketch and winning the contest for the realization of. The theme of that year was "The Annunciation". That was the first cart of many.
My prozio Raffaele and my father Francesco from that year begun to have their own workshop and until to 1940 they alternated in the construction of the wagon.
In the June of 1940, with the arrival of the war, the construction of the wagon was interrupted and the work of my father was left aside. But in 1945, the same wagon was completed.
Many carts realized by my father were made in cooperation with his brother: Angelo Raffaele Pentasuglia.

I Pentasuglia: famiglia di cartapestai - Raffaele Pentasuglia

Raffaele Pentasuglia - 1923


D. Quali sono le origine della lavorazione della cartapesta nelle tua famiglia?

R. La lavorazione della cartapesta è cominciata con Raffale Pentasuglia fratello di mio nonno.
Il primo carro nella mia famiglia è stato realizzato nel 1923 da Raffele, mio prozio.
D. Da chi ha appreso il tuo prozio Raffele P. l’arte della cartapesta? Ha lavorato con altri cartapestai?
R.
No, è stato un’autodidatta. Lui era il figlio grande nella famiglia di mio nonno, il primo di 4 fratelli; mio nonno lo aiutava soprattutto nella pittura. Non hanno appreso da altri, in realtà la famiglia Pentasuglia ha sempre avuto una vena artistica ed una curiosità nel fare arte che li ha portati ad inventare le proprie tecniche e manualità. Queste sono scaturite sicuramente dalla creatività delle persone che mi hanno preceduto.
Noi parliamo ora di abilità nel fare la cartapesta, ma in realtà la persona che si dedica a quest’arte deve sapere fare altre: deve saper lavorare l’argilla con la quale creare le varie sculture che si vogliono aggiungere al carro. Dai lavori in argilla si creano poi dei calchi in gesso che saranno quindi il negativo per fare gli elaborati in cartapesta.
Questo mio prozio era molto bravo a lavorare l’argilla. I carri fatti in precedenza (prima del 1923) erano molto spogli, e piccoli, addobbati solo con ornate, Raffaele è stato il primo ad abbellire il carro con statue. Lui ha cominciato a cambiare la modalità con cui si faceva il carro sino a quel momento.




Which are the origin of the papier machè tradition in your family?
Raffale Pentasuglia, brother of my grandfather, started to realize papier machè works. The first cart was realized by him in 1923 by Raffele.
Has Raffele learned this art from someone else?
No, he was a self made artist. He was the great child the family of my grandfather, the first one of 4 brothers; my grandfather helped him in painting. They did not learned from others, in reality the Pentasuglia family has always had an artistic vein and a curiosity in art that brought them to create their own techniques and to improve their manual skills. All the people that preceded me were very creative.
We now speak about the ability in making “cartapesta”, but in reality the person that dedicates himself to this art has to know how to do other things: he has to know how to work with clay in order to create the sculptures that have to be fixed on the cart. It is from the items done with clay that you can obtain a mould in chalk which is used as a negative in the papier machè technique!
This uncle of mine was very skilled in working with clay. The carts done before 1923) were very bare, and small and decorated only with simple decorations. Raffaele has been the first one to embellish the cart with statues. He has started to change the manner used till that moment to realize the carts.




sabato, marzo 17, 2007

Il carro ha un'anima.


Quando ammiriamo il carro ultimato nei giorni che precedono la festa o durante la parata che porterà il carro all’assalto finale, osserviamo questo capolavoro nella sua totalità. Ma, sotto i decori, gli strati di cartapesta e le statue vi è una struttura in legna abilmente costruita da un signore di 80 anni che ha l’argento vivo addosso. E’ Angelo Chico.

Intervista ad Angelo Chico (conosciuto a Matera come Janglucchj, come lui tiene a precisare)
Angelo Chico è nato il primo gennaio del 1928, ha 80 anni e ha partecipato alla costruzione di 43 carri.

D. Con quanti maestri cartapestai avete lavorato?
R. Con Francesco Pentasuglia, papà di Michelangelo, con Raffele Epifania, con Nicoletti Francesco e con Michele Pentasuglia.
D. avete creato quindi la struttura per 43 carri…
R. In realtà un’anno il carro l’ho fatto due volte! Nel 1996 quando il carro è stato distrutto nella notte tra il 25 e 26 giugno una settimana prima della festa!! (Nota nostra: Parleremo di questo evento in un post dedicato)


THE CART HAS A SOUL
When we admire the cart completed in the days before the celebration or during the parade that will bring it to the final assault, we observe this masterpiece in its totality. But, under the decoration, the layers of papier mache and the statues there is a soul in wood cleverly built by a 80 year-old gentleman: Angel Chico.

Interview to Angelo Chico (known in Matera by his knickname “small angel”)
He was born on the 1st of January in 1928; he is 80 years old and has collaborated in the realization of 43 carts.
Q. How many artisans have you been working with?
A. With Francesco Pentasuglia, Michelangelo’s father, with Raffele Epifania, with Nicoletti Francesco and with Michelangelo Pentasuglia.
Q. ..up to now you have made he wooden structure for 43 carts!
A. To be true one year I made it twice! It was in 1996 when the cart was destroyed in the night between the 25th and 26th of June! One week before the parade!

mercoledì, marzo 14, 2007

Pentasuglia al lavoro.


Michelangelo Pentasuglia ha già cominciato a realizzare le vari parti che comporranno il carro: angioletti, vasi, decori e statue. Lavora nel suo studio con alcuni collaboratori eseguendo magistralmente la tecnica che ha appreso dal padre. Approfondiremo il seguito le modalità di costruzione del carro e la storia di Pentasuglia come maestro cartapestaio.


M. Pentasuglia has already started to make the different parts that will be added to the carro: angels, vases, decorations and statues. He his working with his team in his workshop, following the papier machè tecnique he learned from his father.